STORIA

 

Garrincha nacque a Pau Grande (Rio de Janeiro), dove la gente venera ancor’oggi il suo nome, il 28 ottobre 1933. Settimo figlio di una guardia-notturna subì in tenera età un’operazione alle gambe per guarirlo dalla poliomielite. Tale operazione causò però la malformazione della sua gamba sinistra, più corta rispetto alla destra, ed i dottori che lo seguirono dissero ai suoi genitori che non sarebbe più stato capace di camminare correttamente. Mané fu però in grado di far cambiare idea ai migliori dottori, divenendo la più grande ala destra della storia del calcio.

Nilton Santos

Dopo aver tentato di passare invano le selezioni del Vasco, dell’America e del San Cristoval, finì nel Botafogo, dove venne promosso dal proprio marcatore nel provino sostenuto; il grande Nilton Santos, con il quale dividerà i più grandi successi con la "camisa do Botafogo" e con la Seleção. Col Botafogo disputò 608 gare (segnando 244 gol) e conquistando il titolo carioca nel 1957-1961-1962 e di Rio-Sao Paulo nel 1961, La consacrazione internazionale la ottenne durante le sue apparizioni ai mondiali di calcio del ’58 in Svezia e del ’62 in Cile. Le sue ingannevoli finte ipnotizzavano i difensori avversari (i quali subivano l’appellativo di João dopo essere stati dribblati da Mané), consentendo a lui ed al Brasile di vincere le prime due coppe del mondo nel 1958 e nel 1962.

Inarrestabile Mané

 

Nella coppa del mondo del 1958 Garrincha partì dalla panchina e fu grazie all’intervento di Nilton Santos e dei principali giocatori brasiliani che chiesero al mister Feola che Garrincha venisse schierato insieme al 17enne Pelé, ed il risultato fu che il Brasile stravinse tutte le partite e si aggiudicò la coppa per la prima volta nella sua storia. In questo mondiale la stella di Garrincha venne oscurata dall’astro nascente Pelé, il quale ottenne maggiori riconoscimenti dalla stampa, ma in campo Garrincha si era dimostrato un costante tormento per i difensori avversari.

Ma nel mondiale del ’62 in Cile Pelé subì un infortunio nella seconda partita del girone preliminare e Garrincha si sobbarcò sulle spalle l’intera squadra e le sue magnifiche prestazioni consentirono alla Seleção di ripetere la vittoria di 4 anni prima in Svezia.

Mané rischiò di saltare la finale per un’espulsione rimediata nella semifinale contro il Cile, ma la FIFA accertò che Garrincha avrebbe potuto giocare la finale con la Cecoslovacchia nella quale il Brasile si impose per 3-1.

Mané contro i cecoslovacchi

Nessuno si contrappose all’apparizione di Garrincha in finale... tranne i cecoslovacchi.

In questo mondiale l’uccellino venne nominato miglior giocatore e risultò inoltre capocannoniere con 4 reti.

 

Dal 1963 però la carriera di Garrincha ebbe una svolta negativa. In quest’anno infatti subì un’operazione al ginocchio, causata da un incidente stradale, che ne limitò le prestazioni seguenti. Nel mondiale del 1966 in Inghilterra infatti la Seleção venne eliminata dalla Coppa nel girone preliminare, nel quale Garrincha subì l’unica sconfitta della sua carriera con la maglia auriverde, contro l’Ungheria.

Proprio questa partita segnò l’addio di Garrincha dalla Seleção, con la quale disputò complessivamente 50 partite ufficiali, segnando 12 gol tra il 1955 ed il 1966.

Dopo questo mondiale Mané giocò con Corinthians, Flamengo, Bangu, Portuguesa Santista, Olaria e fece brevi apparizioni in Francia e in Italia, sino al suo addio al calcio nel 1973.

 

Il suo nome completo era Manuel Francisco dos Santos. Per gli amici ed i compagni di squadra fu Mané. Per il mondo del calcio, Garrincha, che significa "uccellino del paradiso". E così era lui; un pajaro in volo, dribbling imperiali; libero, con le ali, un canto alla fantasia ed all’allegria. La sua figura rappresentò un mito, la stampa dell’epoca lo definì come un calciatore fantastico e impareggiabile; grazie alla sua grande velocità, reti impossibili, assist perfetti , finte eccezionali e cross con la palla, nonostante la sua gamba storta.

Ricordo di Garrincha

 

Scompare il 20 gennaio 1983 a Rio de Janeiro, non ancora cinquantenne, distrutto dall’alcool, dimenticato ed ingrassato in completa miseria.


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